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giovedì, 13 ottobre 2005
Il bisogno di stupire

Tante volte mi chiedo perché, per scrivere qualcosa che ho dentro, mi preoccupo di cosa penserà la gente leggendola...di quale opinione possa farsi di me, della mia capacità di esprimere concetti, fare "dotte citazioni", far vedere ciò che ho io in mente.... di "interessare" il lettore.

E non solo, esattamente come quand'ero bambina, mi preoccupo anche di correggere l'ortografia, essere il più possibile corretta grammaticalmente e usare bene la punteggiatura, perché mi hanno sempre insegnato che la punteggiatura è essenziale per dare il giusto senso al discorso.

Ma io non sono una scrittrice, non ho fatto l'università e non leggo libri su libri di filosofia. Troppe seghe mentali per me, che di natura sono troppo pratica per sopportare tutte quelle convulsioni di neuroni senza innervosirmi come un gatto bagnato!

Sono una persona semplice, con una preparazione culturale standard ma non mi ritengo sciocca né incapace di dire ciò che penso.

Allora perché questa spasmodica ricerca di qualcosa che possa "affascinare" chi legge?

Perché???

Forse è solo una stupida ricerca di conferme, un desiderio recondito di recuperare quel talento nello scrivere che ho perso dalla scuola media in poi.... ma è un comportamento stupido e inutile, lo so... me ne rendo perfettamente conto.

Quando scrivo apro il mio cuore, come se fosse un libro di fiabe pieno di pagine colorate e profumate da sfogliare lentamente e da gustare una ad una..... ogni parola è un pezzetto del mio essere, della mia anima che condivido volentieri con gli altri, perché vedere che riesco a regalare un sorriso sincero alla gente è una delle mie più grandi soddisfazioni....

Ad alcuni però dò fastidio per ciò che sono.... non cambierò di certo per loro, ma fa male sentirselo dire.... e in qualche modo mi freno.... mi auto-castro, perché sono così dannatamente orgogliosa che finché non trovo il motivo per queste antipatie non mi dò pace.

La cara Viss mi ha detto qualche giorno fa di "fottermene di ciò che dicono" e di essere me stessa. Ha ragione da vendere..... e invidio bonariamente la sua capacità di farlo, di essere sempre così concreta con i suoi pensieri e di scrivere in modo così... splendente, passatemi il termine.

Chissà.... forse un giorno imparerò anch'io ad essere meno insicura.... ce la farò...............  forse.............

Postato da: mikyy a 12:30 | link | commenti (10) |

lunedì, 10 ottobre 2005
La teoria della coperta

Adoro le coperte.

Adoro sentire la morbidezza della lana sotto le dita, o strofinarla sul viso quando fuori fa freddo e in casa sono sola coi gatti che si ammazzano di botte invece di farmi le coccole.

Riempirei gli armadi di coperte, ne comprerei di tutti i tipi e colori.

Invece in casa ho "solo" 4 plaid, di cui uno destinato all'uso e consumo dei gatti, uno dell'Ikea (costato uno sproposito.... € 1,70!) in comproprietà con loro sul divano, uno matrimoniale a cui letteralmente si aggrappano con unghie e denti se cerco di spostarlo e uno poverello ma caruccio e un tantino infeltrito (è l'unico di vera lana) sul letto. Dalla mia parte. E ci dormono sopra loro. Così la notte mi riempio di peli di lana e di gatto in bocca. Pazienza.

E qui casca la domanda: perché in TEORIA continuo ad amare e desiderare di avere addosso una bella coperta di lana se poi in PRATICA mi ostino ad usare il piumino perché m'è costato una bella cifra all'epoca e devo pur usare tutti i copripiumini che son tanto comodi da lavare? In fondo, quando dormi, una copertona di lana doppio strato pesa un sacco, ti incricca tutte le ossa anche se fa un caldino adorabile e ti ci puoi strofinare la faccia felice come un bambino.

Ma quando vai nel negozio e le vedi lì belle impilate, che ti fanno l'occhiolino suadenti e colorate come odalische nell'harem, che ci manca solo la voce da pornostar che ti dice "vieni qui, senti che calda che sono"... come fai a resistere? COME?

Facendoti spostare di peso e staccare le dita dalla scaffalatura, ecco come! E me l'hanno fatto veramente........ (la commessa ormai conosceva questa mia debolezza!  )

Non c'è niente da fare...... mi sa che mi è rimasta la "sindrome di Linus".....       

 

 

Postato da: mikyy a 12:25 | link | commenti (6) |