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Ieri sera pioveva a dirotto.
Guardavo il cielo, e vedevo i lampi illuminare quella fitta coltre di nuvole.
Mi sono scoperta a tirare le orecchie per sentire i tuoni, e la delusione che ho provato quando ho capito che non ci sarebbero stati mi è rimasta dentro, lasciandomi uno strascico di malinconia.
Mi mancano i temporali. Quelli che ti fanno accaponare la pelle, quelli che fanno vibrare i vetri delle finestre e che senti fin dentro lo stomaco... quelli che percepisci nell'aria, con l'elettricità e l'umidità e l'odore di pioggia che impregna l'atmosfera.
Mi manca quella luce che da accecante in un attimo diventa cupa, quelle nuvole basse, il casino che fa il cielo quando letteralmente si apre e lascia cadere in pochi minuti tanta acqua da arrivarti alle caviglie.
E l'aria fresca che si sente dopo, il vedere la gente che esce dai ripari per guardare il cielo e improvvisarsi dei novelli "Giuliacci", e tornare a impossessarsi dei primi raggi di sole che come enormi spade tagliano e dissolvono ciò che rimande delle nubi.
Mi manca assistere a tutto questo... mi manca fisicamente.
Dovrò aspettare ancora qualche mese temo, ma quando arriverà il primo temporale so che dentro di me sarà festa grande! 