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venerdì, 10 giugno 2005
la maionese della viscontessa

Ho tirato fuori le uova dal frigo e ho preso la bottiglia dell’olio extra-vergine d’oliva.
Volevo fare la maionese, volevo farla a mano con il mestolo di legno, volevo lavorarla e farla montare fino a renderla soffice e gustosa al palato.
Per non farla impazzire bisogna avere la mano buona, il movimento deve essere circolare e costante, mai invertire il senso di rotazione e mai cambiare ritmo al movimento.
L’olio a filo, lo amalgami un po’ per volta e poi  ne aggiungi altro. Lentamente.
Il risultato è più sicuro se le uova sono a temperatura ambiente, il freddo le inibisce, devi aspettare che si scaldino.
Mi sono seduta ad aspettare.
- cosa fai?
- Aspetto. Con le uova bisogna avere pazienza.
E ho divaricato leggermente le gambe.
Si è avvicinato e si è sbottonato i pantaloni. Lui non ha pazienza – ho pensato e tanto lui mi ha messo una mano sulla nuca.
Non ho detto niente, ho fatto quello che dovevo fare. Gli tiro giù le mutande e lo prendo in bocca.
Movimenti lenti e circolari, ritmo variabile in attesa che le uova si scaldino.
Ci vuole la mano ferma – ho pensato e tanto lui mi ha scopata in bocca con quel suo mestolo di legno mentre le uova si scaldano.
Non ho detto niente, ho lasciato che lui facesse quello che doveva fare. Ho invertito il senso di rotazione della lingua diverse volte e lui è impazzito.
- adesso basta, le uova sono calde
- aspetta – ha detto lui e tanto io mi sono alzata e sono andata a preparare la maionese.
Ho diviso i bianchi dai gialli, ho rotto le uova e le ho passate da un guscio all’altro fino a quando l’albume filamentoso ha abbandonato il tuorlo.
- cosa fai?
-  Pulisco le uova.
E ho divaricato leggermente le gambe.
Poi ho messo un filo d’olio e ho cominciato a lavorare i tuorli. Movimenti lenti e regolari, la spalla immobile, la spinta arriva dal bacino, ogni giro completo del mestolo, un giro completo del bacino.
Per far lavorare il polso è ancora troppo presto.
- cosa fai?
- Ti scopo – e ha spostato la ciotola con la maionese un po’ più in là in maniera che dovessi inchinarmi per
raggiungerla e lavorarla.
Non ho detto niente, ho lasciato che lui facesse quello che doveva fare. Mi ha tirato su la gonna e mi ha tolto le mutande mentre la maionese montava e il ritmo prendeva la sua regolarità.
Il ritmo l’ho deciso io, ogni circolo del mestolo un colpo, ogni movimento del bacino un affondo.
Un filo d’olio per amalgamare, un giro del bacino per accogliere.
Abbiamo lavorato la maionese fino a quando è diventata gonfia, enorme e scivolosa. Il mestolo di legno impregnato del suo umore, la chiusa vicina, bramata, urlata.
Poi il silenzio.
- cosa fai?
- Ora tocca a te lavorare i bianchi – e mi sono girata inginocchiandomi di fronte a lui. I bianchi sono più semplici,
basta sbatterli con vigore per pochi minuti. Ho assaggiato la mia maionese mentre lui sbatteva con la forchetta gli albumi. Movimento di polso, il polso scivola dando il ritmo alla mano, movimenti rapidi e profondi.
Poi ho sentito che il composto era pronto, l’ho sentito duro e gli ho detto si smettere.
- cosa fai?
- Metto il tuo bianco nella mia maionese – e l’ho preso nuovamente in bocca un attimo prima della sua chiusa.
Copiosa, bramata, urlata.
Poi nuovamente il silenzio.
- cosa fai?
- Amalgamo gli ingredienti – e l’ho fatto inginocchiare tra le mie gambe perché assaggiasse la mia maionese con la sua lingua.
Gli albumi vanno amalgamati con molta attenzione, delicatamente e avendo cura di accarezzare ogni angolo della ciotola affinché i tuorli accolgano gli albumi con entusiasmo. La forchetta deve fare un buon lavoro e solo quando il composto sarà diventato soffice e spumoso, si può dire che la maionese sia pronta.
Un goccio di aceto balsamico tra le gambe ha concluso l’opera.
Poi il rumoroso silenzio del riposo.

Postato da: Viscontessa a 16:04 | link | commenti (5) |
venerdi


Commenti
#1   10 Giugno 2005 - 17:48
 
Bello, Vis.

utente anonimo

#2   12 Giugno 2005 - 09:49
 
Bellissimo…la maionese poi mi ricorda una famosa canzoncina con il refrain < Todo lo que había tomado se me subió pronto a la cabeza …Mayonesa, ella me bate como haciendo mayonesa>
Aspetto con curiosità le prossime ricettine
Carlos
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#3   14 Giugno 2005 - 11:16
 
mi hai messo veramente, dico veramente in crisi.
cioé.
sono le 11:16 del mattino.
e sono in ufficio.
e adesso?
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#4   14 Giugno 2005 - 12:28
 
ethico, adesso vai al bar a prenderti un aperitivo con un paio di tartine con la maionese....ihihih.....

Nella prossima ricetta ci sbatto sopra il salmone :-)
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#5   14 Giugno 2005 - 14:56
 
:-p
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Commenti